Giornale del 15 Aprile 2014

Trenitalia nel dopo Moretti

ATTUALITA'

15-04-2014 NUMERO: Giornale Online

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Mauro Moretti 2012 - Ferrovie dello StatoMauro Moretti lascia la guida di Trenitalia, e invece di fare il ministro – come era parso alla costituzione del governo Renzi – assume quella di Finmeccanica, dove Gianni De Gennaro mantiene la presidenza. Mentre scriviamo non è chiaro chi potrebbe succedergli. Si vocifera di Domenico Arcuri l’amministratore delegato di Invitalia, o di Michele Mario Elia, ad di Rfi.

 

Riminese, classe ‘53, Moretti era amministratore delegato di Ferrovie dello Stato dal 2006, nonché dall’anno scorso presidente della Fondazione Fs Italiane, dal 2008 nel cda di Grandi Stazioni, dove dal 2010 è anche direttore centrale ad interim di affari internazionali e istituzionali.

 

Sindacalista e risanatore
Ingegnere elettrotecnico laureato con lode a Bologna nel 1977, Moretti vinse subito il concorso per dirigenti dell’allora Azienda Autonoma Ferrovie dello Stato. E da allora non l’ha mai lasciata, per passare da un incarico all’altro nel Gruppo Ferrovie dello Stato. All’inizio degli anni ‘80 è nella Cgil, dove dall’86 al ‘91 è segretario nazionale di Cgil Trasporti. Così appunto nel 2006 il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa lo nomina amministratore delegato della disastrata azienda: lui stesso a quanto pare ne rifiutò la presidenza, ruolo più di garanzia che di governo.

 

Tre anni dopo, nel 2009, Moretti annunciò utili per oltre 15 milioni di euro: primo bilancio tecnicamente in attivo. Oltre al risanamento, a Moretti si deve il decollo dell’Alta Velocità in Italia, a lungo in crescita a due cifre anzitutto sulla Roma-Milano dove è riuscito anche svuotare di valore la lunga esclusiva di Alitalia, e poi la fine dei treni notte, e ora anche di altri 10 coppie di Intercity in servizio su nove regioni, che “senza sovvenzioni pubbliche” – come ha annunciato Trenitalia – dovrebbero sparire dal 10 giugno. Una mossa che ha scatenato proprio in queste ore la reazione rabbiosa delle associazioni di consumatori e viaggiatori, e che il ministro Lupi si è affrettato a smentire, annunciando per questa settimana una riunione con Trenitalia. Chissà con quale vertice, e con quali risultati.

 

Che fine faranno gli Intercity
Peraltro si dice anche che il governo Renzi abbia in programma di tagliare gli investimenti di Trenitalia, tutti o quasi sull’AV, per pensare di più al trasporto locale, in forte e diffuso degrado. Tra l’altro tutto lascia supporre che Moretti salverà lo stipendio da oltre 800mila euro lordi l’anno che aveva difeso nei giorni scorsi dicendosi (con i media, il cda forse lo avrà saputo dai giornali) pronto a lasciare in caso di decurtazioni: ma ora Renzi ha confermato che gli ad delle grandi partecipate saranno tutti retribuiti con stipendi “di mercato”. Mentre i nuovi presidenti, è ufficiale, guadagneranno 238mila euro lordi l’anno.

 

Mauro Moretti fin qui ha avuto anche cariche significative in campo internazionale, e non solo nel settore trasporti: da pochi mesi presidente dello European Management Committee dalla UIC (Union Internationale des Chemins de Fer) di cui da cinque anni è anche vice presidente e membro dell’executive board. Dal 2012 è inoltre co-chairman dell’Italian Egyptian Business Council.


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